Certificazione diagnostica di DSA

La certificazione di DSA deve evidenziare che il percorso diagnostico è stato effettuato secondo quanto previsto dalla Consensus Conference e deve essere articolata e formalmente chiara. È necessario il riferimento ai codici nosografici (attualmente, tutti quelli compresi nella categoria F81: Disturbi evolutivi Specifici delle Abilità Scolastiche dell’ICD-10) e alla dicitura esplicita del DSA in oggetto (della Lettura e/o della Scrittura e/o del Calcolo). Contiene le informazioni necessarie per stilare una programmazione educativa e didattica che tenga conto delle difficoltà del soggetto e preveda l’applicazione mirata delle misure previste dalla legge. La menzione della categoria diagnostica non è infatti sufficiente per la definizione delle misure didattiche appropriate per ciascun soggetto, è necessario che la certificazione contenga anche gli elementi per delineare un profilo di funzionamento (che definisce più precisamente le caratteristiche individuali con le aree di forza e di debolezza). Tale descrizione deve essere redatta in termini comprensibili e facilmente traducibile in indicazioni operative per la prassi didattica (Conferenza Stato, Regioni e Province autonome, del 25 luglio 2012). In caso di certificazione di DSA la scuola deve accertare che la documentazione sia stata prodotta in conformità e deve contenere la “Diagnosi del disturbo” con particolare riferimento al carattere multidisciplinare della diagnosi, alle strutture preposte e alle informazioni cliniche utili ai fini della programmazione dell’intervento didattico ed eventualmente di quello riabilitativo specifico. A ciò segue la presa in carico dell’alunno da parte dell’intero consiglio di classe o team docente, il coinvolgimento della famiglia e la redazione del PDP (Piano Didattico Personalizzato) entro il primo trimestre scolastico che, diversamente dal PEI è di esclusiva competenza dei docenti.