Difficoltà di lettura
Consiste nella difficoltà di decodifica (grafema-fonema) e di comprensione del testo scritto a causa di un deficit di automatizzazione nella conversione grafema-fonema e di automatizzazione fonologica. La lettura si può presentare fluttuante, ma senza comprensione del testo o lenta e stentata con comprensione del testo. I disturbi della lettura sono classificati come fonologici e visuo-semantici. La difficoltà di lettura fonologica, comprende la difficoltà dell’associazione e conversione fono-grafemica e grafo-fonemica della singola lettera o sillaba, e la difficoltà di associazione automatica del valore fonologico. La difficoltà di lettura visuo-semantica o superficiale comprende un ostacolato inseguimento lento dell’occhio, difficoltà di fixage dell’occhio mantenuto sulla lettura lessicale parola per parola, difficoltà di attenzione e cattiva interpretazione dei suoni omofoni nelle parole allografe. Si considerano compromessi gli aspetti fonetico e fonologico, l’equilibrio posturale, le dominanze tonico-motorie, la motricità oculare, l’orientamento nello spazio e l’attenzione perché labile e con una diminuzione delle capacità selettive. Per Le Boulch il disturbo della lettura nella sua sintomatologia è nello specifico una conseguenza dei problemi della lateralità, a cui occorre rispondere rivolgendosi alla globalità del soggetto, perciò in Psicomotricità Funzionale® si terrà conto della coordinazione dinamica generale, della percezione e conoscenza del corpo proprio, del consolidamento della lateralità e dell’orientamento dello schema corporeo, dell’aggiustamento posturale, della percezione temporale, dello spazio e della strutturazione spazio-temporale, oltre che di particolari esperienze che vogliono investire il sistema vestibolare. Lo Psicomotricista Funzionale® sa bene che il bambino potrà dare risposte idonee negli apprendimenti quando avrà affinato le percezioni cinestetiche e la loro associazione con i dati visivi e sviluppato la maturazione nervosa, tonico-emozionale e affettiva. Non può sfuggire, dunque, il valore che viene dato in Psicomotricità Funzionale® alla tappa della discriminazione percettiva, che si risolve da 3 a 7 anni, periodo transitorio e di preparazione alla vita in cui vi è un’evoluzione parallela e coordinata della percezione dello spazio e della percezione del corpo proprio, nella consapevolezza che, se le tappe hanno una certa forbice, è perché ogni bambino ha un suo tempo di sviluppo, cioè non tutti i soggetti all’età di 6 o 7 anni sono pronti ad apprendere le materie curriculari. Per favorire le esperienze percettive, cinestesiche e dare risposte alle insufficienze e ai disordini, lo Psicomotricista Funzionale® struttura attività con cui permette di assaporare il valore dell’immagine e della parola di “fonetica impressiva”, l’educazione figurativa, l’organicità musicale nella decodifica del testo nelle diverse formazioni del rigo. Così come è capace di incentivare gli interessi verso il “saper vedere” inteso a mutare il gioco visivo adattando l’immagine o l’oggetto a concomitanti processi percettivi, e il “fare-dire”, unità in cui il prius del dire sta nel sentire attuoso, un nesso tra realtà e parola, importante fulcro di una evoluzione. Sono tutti progetti e strategie di intervento ricchi di esperienze per una definizione di sé nello spazio, integrati da altri, perfezionati dalle sollecitazioni musicali, i ritmi e la durata, la una specializzazione dell’inseguimento dell’occhio con testi scritti su superfici orientate diversamente, orizzontali, verticali, su cui è possibile trasferire l’impulsività polivalente e significante di una molteplicità di forme. Per ogni opportunità varia la modalità di scrittura che potrà essere prospettizzata sulla parete e logograficamente esposta in un campo esteso tanto da essere riprodotta richiedendo di “camminare sul rigo”; ciò consente di sviluppare un ampio inseguimento dell’occhio che accompagna l’ordito delle figurazioni o delle sagome fino a tradurre il significato narrativo, dichiarativo, descrittivo delle parole contestuali, in espressioni gestuali, in costruzioni simboliche con il corpo abbinate ad un variare tonematico, al ritmo e al canto. Le esposizioni possono richiedere la tridimensionalità, nello spazio si riproducono lettere combinando movimenti, spostamenti e posture differenti che esigono un continuo adattamento rispetto alla fonte scrittoria e che, in quanto stimolatori di creatività, incentivano il piacere, sviluppano l’interesse e la motivazione, generano disponibilità al cambiamento.